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Franco Di Guardo insignito della Medaglia d’Argento

Franco Di Guardo è stato insignito della Medaglia d’Argento di Benemerenza dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro il 5 ottobre 2024 presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense di Roma. L’onorificenza, conferita da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia con Decreto Magistrale, riconosce il suo impegno nella valorizzazione della storia e delle tradizioni della Real Casa di Savoia. La cerimonia ha visto la partecipazione di autorità ecclesiastiche, civili e militari, oltre a Dame e Cavalieri provenienti da delegazioni internazionali. Franco Di Guardo era già stato insignito nel 2021 della Croce d’Argento dell’Ordine al Merito di Savoia.

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Franco Di Guardo insignito della Medaglia d’Argento

Angelo Musco: l’attore catanese che conquistò la Famiglia Reale Sabauda

Angelo Musco (1871–1937), tra i più grandi attori siciliani del Novecento, conquistò non solo il pubblico dei teatri italiani, ma anche la Famiglia Reale Sabauda. Il suo rapporto con la Real Casa iniziò nel 1921 al Teatro Massimo di Palermo e raggiunse l’apice nel 1922, quando Re Vittorio Emanuele III lo insignì dell’onorificenza di Grande Ufficiale dei Santi Maurizio e Lazzaro. Da quel momento Musco fu più volte invitato a Corte, recitando al Quirinale e partecipando a eventi ufficiali.

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Angelo Musco

La Pasta Margherita “ammucciata”: antica ricetta siciliana

La Pasta Margherita “ammucciata” è una ricetta identitaria della tradizione siciliana, un piatto che unisce ingegno domestico e memoria familiare. Il nome, che significa “nascosta”, richiama il ripieno racchiuso tra le melanzane fritte. Il piatto affonda le sue radici nel periodo del “margheritismo”, quando molte pietanze venivano dedicate alla Regina Margherita. Il ragù, preparato con cipolla di Giarratana, carne, piselli e basilico, rende questa pasta una vera torta salata ricca di profumi.

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Pasta Margherita ammucciata

“Ho dipinto la luna”. L’opera simbolica del maestro Elio Ruffo

“Ho dipinto la luna” è l’opera che racchiude l’eredità artistica del maestro Elio Ruffo: un dipinto simbolico e poetico, dove la Luna diventa emblema di purezza, mistero e rinnovamento. Le sfumature del blu avvolgono la scena con serenità, mentre le stelle celebrano il Sagittario, segno zodiacale dell’artista. Al centro, un cavalletto con l’autoritratto si affaccia su un mare leggermente mosso, evocando nostalgia e contemplazione. Accanto alla Luna, una rosa rappresenta la sua amata Tita, simbolo di amore e presenza.

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Ho dipinto la luna - Elio Ruffo

Scibò di Castrogiovanni: storia e sapore di un’antica pastasciutta “nobiliare” ennese

Lo Scibò di Castrogiovanni è una ricetta simbolo della tradizione ennese, legata al periodo in cui Enna portava ancora l’antico nome di Castrogiovanni. Il termine deriva dal francesismo “Sciabbò”, che indicava l’arricciatura delle camicie settecentesche e, per estensione, il formato di pasta riccio oggi noto come Reginette o Margherita, un tempo preparato dai pastai locali per le famiglie nobiliari. Il piatto si caratterizza per un ragù ricco e aromatico, realizzato con carne di maiale, cipolla di Giarratana, vino rosso, spezie e cioccolato fondente, che dona una nota elegante e sorprendente. In passato, durante i banchetti di Capodanno, i Monsù lo servivano persino in un raffinato timpano di pasta frolla o brisée, esaltandone il carattere aristocratico. Assaporare lo Scibò significa riscoprire una cucina creativa e storica, dove spezie e cioccolato si fondono in un equilibrio unico e profondamente siciliano.

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Scibò di Castrogiovanni

Pasta “Vampasciuscia”: la squisita e “regale” specialità siciliana che sparisce in un battito d’ali

La Vampasciuscia è un antico formato di pasta siciliano dal bordo ondulato, paragonato alle ali delle farfalle. Nata come Fettuccelle ricce, fu ribattezzata Manfredi, Margherita, Reginette o Jolanda per omaggiare sovrani e regine. La tradizione racconta che nel 1257 Re Manfredi fu accolto con questo formato condito con ricotta fresca, ricetta che divenne piatto delle feste. Con l’arrivo del pomodoro nacque il celebre condimento “rosa”, unione di ragù napoletano e ricotta, considerato il sugo regale per eccellenza. In Sicilia la Vampasciuscia varia da città a città: con sarde a beccafico a Messina, con salsiccia e ricotta a Catania, con tonno nel Trapanese, fino alla versione ennese detta Sciabbò. La ricetta palermitana, tramandata da nonna Rosalia e ricordata da Rosangela Conigliaro, prevede pasta Margherita con ragù di maiale e quenelle di ricotta, tipica del Carnevale. Oggi questo formato resta una preziosa testimonianza della storia gastronomica siciliana.

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Pasta Vampasciuscia

Il Principe Emanuele Filiberto e la visita ufficiale a Catania

S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia ha svolto una visita ufficiale a Catania il 22 e 23 novembre 2024, incontrando studenti, autorità civili, militari e religiose. Ha inaugurato l’aula polifunzionale dell’Istituto Pestalozzi, visitato il Poliambulatorio Catania Salute e Solidarietà Onlus e la Locanda del Samaritano, e consegnato alla Locanda Cerami l’attestato per la pizza a lui dedicata. Il giorno seguente ha incontrato l’Arcivescovo Mons. Luigi Renna, il Sindaco Enrico Trantino, visitato la Cattedrale, la chiesa di San Martino, San Giuliano e la casa natale di Vincenzo Bellini. La visita si è conclusa con una colazione benefica al Circolo dell’Unione, accompagnata da un concerto del Quartetto Bellini, a sostegno delle opere caritative cittadine.

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Visita ufficiale del Principe Emanuele Filiberto a Catania

L’artista Serena Capizzello dona ad Emanuele Filiberto di Savoia la sua opera

S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, durante la visita ufficiale a Catania del 23 novembre 2024, ha ricevuto un ritratto realizzato dall’artista catanese Serena Capizzello nella sala consiliare dell’Arciconfraternita dei Bianchi. L’opera, 60×90 cm a tempera all’uovo e commissionata dal Barone Raffaele Zappalà Asmundo, raffigura il Principe con le insegne della Real Casa di Savoia. L’artista ha ricevuto i ringraziamenti del Principe per l’omaggio. Serena Capizzello, diplomata al Liceo Artistico Emilio Greco, ha esposto tra Roma, Firenze e Catania, partecipando a mostre curate da Vittorio Sgarbi ed esponendo in sedi prestigiose come il Museo Emilio Greco, Palazzo Vecchio e il Museo Diocesano. La sua opera è stata selezionata per la Mostra Premio Firenze 2024.

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Opera di Serena Capizzello donata a Emanuele Filiberto

Locanda Cerami diventa produttore ufficiale della pizza “Principe Emanuele Filiberto”

S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, in visita ufficiale a Catania il 22 novembre 2024, ha fatto tappa alla Locanda Cerami per assaggiare la pizza a lui dedicata, definendola “buona, approvata”. La pizza, ideata dal Cav. Franco Di Guardo e dal maestro pizzaiolo Gianluca Messina, fu presentata nel 2022 durante il “Royal Party” e da allora è diventata un successo. Durante la visita, il Principe, insieme al Delegato per la Sicilia avv. Francesco Maria Atanasio, ha consegnato ai titolari Luigi Posa e Giovanni Ferraù l’attestato di produttore ufficiale della pizza. La serata è proseguita con un buffet gourmet e prosecco, alla presenza di membri dell’Ordine Sabaudo e ospiti.

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Locanda Cerami – Pizza Principe Emanuele Filiberto

Emanuele Filiberto “Prince of Venice” incontra gli studenti dell’Istituto Pestalozzi di Catania

S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, in visita ufficiale a Catania il 22 novembre 2024, è stato accolto all’Istituto Omnicomprensivo Pestalozzi dalla dirigente Elena Di Blasi, dai docenti e dagli studenti. Ha inaugurato l’aula polifunzionale dell’IPSEOA e incontrato autorità civili, militari e rappresentanti degli Ordini Dinastici. Dopo l’intervista alla web radio dell’Istituto, ha raggiunto l’Auditorium dove gli studenti hanno intonato l’inno di Mameli. Con loro ha dialogato su ristorazione, qualità dei prodotti e sul successo del suo marchio “Prince of Venice”. La visita si è conclusa con un buffet preparato dagli studenti e con i ringraziamenti del Principe per la calorosa accoglienza.

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Emanuele Filiberto al Pestalozzi di Catania

I biscotti Umberto: specialità dolciaria di Alcamo intrecciati come il nodo Savoia

I biscotti Umberto, specialità dolciaria originaria di Alcamo, sono tra i prodotti più rappresentativi della tradizione siciliana occidentale. Dedicati a Umberto I Re d’Italia alla fine dell’Ottocento, si distinguono per la loro forma intrecciata che richiama il nodo Savoia, simbolo araldico della millenaria Casa Reale. Preparati quotidianamente da panifici e pasticcerie dell’area trapanese, sono realizzati con ingredienti semplici e presentano varianti locali: rettangolari e rigati ad Alcamo, più allungati a Canicattì, lisci e simili ai savoiardi a Erice. Secondo fonti storiche, molte ricette provengono dagli antichi cenobi monastici siciliani, custodi dell’arte dolciaria dell’isola. Accanto ai biscotti Umberto, il panificio Ferrara di Alcamo propone altre specialità “sabaude”, come i biscotti Regina e gli storici Savoiardi. Ideali per la colazione, il tè pomeridiano o da accompagnare a granita e gelato, i biscotti Umberto sono presenti anche nel ricettario “I Siciliani I Dolci I Savoia” (Algra Editore).

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Biscotti Umberto, specialità dolciaria di Alcamo

La caponata “preferita” della Regina Margherita

La caponata “Regina Margherita” rappresenta una delle varianti più affascinanti della tradizione siciliana. Piatto simbolo dell’estate mediterranea, esiste in numerose versioni locali, tutte caratterizzate dall’inconfondibile equilibrio agrodolce e dall’uso delle melanzane preparate separatamente. La ricetta arricchita con pesce e crostacei nacque nel 1881, durante la visita ufficiale dei Sovrani ad Agrigento: la Regina Margherita rimase conquistata dalla caponata con gamberi rossi di Mazara e aragoste di Lampedusa, tanto da richiederne la ricetta al Monzù di corte. Da allora divenne uno dei piatti prediletti della Famiglia Reale. Oggi la tradizione continua anche in chiave contemporanea, come nella raffinata reinterpretazione del ristorante “Il Moro” di Monza, avvolta in un battuto di gambero rosso e arricchita da erbe aromatiche e polvere di gambero.

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Caponata preferita della Regina Margherita

Il Dolce delle feste: crema al cioccolato e biscotti, la riproduzione “casereccia” della Torta Savoia

La torta “casereccia” di crema al cioccolato e biscotti, conosciuta come la Torta Savoia dei poveri, è un dolce familiare della tradizione siciliana che riproduce in versione semplice la celebre Torta Savoia nata nelle cucine benedettine di Catania. La ricetta, tramandata da generazioni, prevede strati di biscotti bagnati con acqua zuccherata e liquore alternati a una crema al cioccolato preparata con ingredienti essenziali. La Dama Grazia Caruso racconta che questo dolce veniva preparato dalla madre per le feste di compleanno e decorato con mandorle o nocciole che formavano la scritta “Savoia”. La versione originale della Torta Savoia, più complessa e aristocratica, è composta da sottili strati di Pan di Spagna e da una crema con tre tipi di cioccolato e nocciole piemontesi. In occasione del 52° genetliaco di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, Grazia Caruso ha preparato questa versione domestica come omaggio al Principe.

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Torta Savoia casereccia al cioccolato e biscotti

Il Misto Impero: lo storico “Schiumone” oramai dimenticato

Il Misto Impero, conosciuto anche come schiumone, spumuni o pezzo duro, è uno dei gelati artigianali più antichi della tradizione siciliana. Si tratta di uno zuccotto composto da più gusti – gianduia, nocciola, torrone granulato e mandorla tostata – creato nel 1936 per celebrare il Regno d’Italia divenuto Impero. Secondo la tradizione potrebbe essere nato nel prestigioso Caffè Pasticceria Ristorante Urna di Viagrande o nei rinomati laboratori acesi e catanesi, anche se non esistono documenti certi. Il gastronomo Pino Correnti descrive lo Schiumone come un gelato ricco e scenografico, con un cuore di tuorlo e zucchero montato, modellato in stampi semisferici e servito a quarti per esaltarne i colori e la varietà dei gusti. Ogni sapore aveva un significato simbolico: il gianduia rappresentava l’Italia, mentre nocciola, torrone e mandorla tostata richiamavano le colonie dell’Impero. Apprezzato anche da Vittorio Emanuele III durante le visite ufficiali in Sicilia, il Misto Impero cadde quasi in disuso con la fine della Monarchia, a differenza del più noto Misto Umberto. Oggi sopravvive come rara specialità disponibile solo su prenotazione.

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Misto Impero, storico schiumone siciliano

Umberto II “distante ma presente”

L’opera “Distante ma presente”, realizzata da Demetrio Di Grado nel 2020, raffigura l’ultimo Re d’Italia Umberto II di Savoia nel suo studio di Villa Italia a Cascais, residenza dell’esilio portoghese. L’immagine del Sovrano, tratta da una fotografia di giornale, diventa il fulcro di un collage analogico in cui frammenti visivi convergono attorno alla sua figura, simbolo di dignità, compostezza e legame profondo con l’Italia nonostante la lontananza. Il curatore Francesco Piazza evidenzia come la ricerca iconografica dell’artista, basata su riviste e giornali degli anni ’30-’60, generi opere costruite con precisione e sovrapposizioni semantiche che ricordano pagine di una storia contemporanea. Il collage diventa così un diario emozionale che restituisce un’immagine senza tempo del Re e del suo rapporto con la Patria.

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Umberto II distante ma presente

L’ultimo saluto al Principe Vittorio Emanuele di Savoia

Il 10 febbraio 2024, nel Duomo di Torino, si sono svolti i solenni funerali di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia, Principe di Napoli e Capo della Real Casa. Il feretro, avvolto dal drappo sabaudo e accompagnato dal picchetto delle Guardie d’Onore, è stato portato a spalla lungo la navata mentre risuonavano le note dell’Inno Sardo. La Famiglia Reale, con il Principe Emanuele Filiberto visibilmente commosso, era disposta accanto alla Cappella della Sacra Sindone, mentre sul lato opposto sedevano numerosi rappresentanti delle Case Reali europee. La celebrazione, sobria e austera, è stata presieduta da S.E.R. Mons. Paolo de Nicolò, che ha ricordato la fede e l’impegno caritativo del Principe. All’esterno, due maxi schermi hanno permesso a migliaia di persone di seguire la cerimonia sotto una pioggia incessante. Il rito si è concluso con il Salve Regina e l’uscita del feretro tra la commozione generale. Il Re è morto. Viva il Re.

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Funerali di Vittorio Emanuele di Savoia

Le Reginette alla Vittorio Emanuele II: il piatto preferito del primo Re d’Italia

Le Reginette alla Vittorio Emanuele II sono un piatto storico della tradizione italiana, considerato il preferito dal primo Re d’Italia durante i suoi soggiorni a Roma. Presentate anche nella trasmissione “I menù di Benedetta”, queste pappardelle ricce – un tempo chiamate Manfredi o Manfredine – venivano originariamente condite con ricotta fresca o ragù napoletano. Per omaggiare il Sovrano, abituato ai sapori piemontesi, la ricetta fu rielaborata con ingredienti a lui cari, come il tartufo bianco delle Langhe, creando un piatto che unisce tradizione romana e gusto sabaudo. Gli ingredienti includono reginette, prosciutto o pancetta, funghi porcini o tartufo, vino bianco, uova, cacio romano o parmigiano e prezzemolo. La memoria del Re, sepolto al Pantheon, è custodita dall’Istituto delle Guardie d’Onore che dal 1878 vigila sulle tombe dei Sovrani d’Italia.

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Reginette alla Vittorio Emanuele II

Memorie, a Vittorio Emanuele II, primo Re d’Italia

Questo raro documento del gennaio 1884, pubblicato in occasione del pellegrinaggio nazionale alla tomba di Vittorio Emanuele II, celebra la figura del primo Re d’Italia, ricordato come il Re galantuomo. L’album ricordo, edito da Edoardo Perino e illustrato con incisioni di Augusto Foli su disegni di Giuseppe Marchetti, testimonia l’affetto del popolo italiano verso il Sovrano, la cui sepoltura al Pantheon fu voluta da Re Umberto I accogliendo il desiderio della nazione. Le immagini raffigurano il Re circondato da simboli di regalità, forza e protezione, e in una scena di caccia a Fontanafredda, sua grande passione. Il testo celebrativo esalta le virtù civili e patriottiche del Padre della Patria, riconoscendone il ruolo decisivo nel Risorgimento e l’eredità morale che ancora oggi ispira l’INGORTP, custode delle tombe dei Sovrani dal 1878.

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Memorie dedicate a Vittorio Emanuele II

A Vicoforte: cioccolatini alla violetta, torta Montenegrina e vini DOC per commemorare la Regina Elena di Savoia

In occasione del 150° anniversario della nascita di S.M. la Regina Elena di Savoia e del 71° della sua scomparsa, il maestro pasticcere Silvio Bessone ha dedicato alla Sovrana una selezione di specialità dolciarie: i celebri cioccolatini alla violetta, la torta Montenegrina e la cioccolata calda alla violetta. Le creazioni verranno degustate durante la cerimonia nazionale a Vicoforte, nel Santuario “Regina Montis Regalis”, dove dal 2017 riposano insieme Vittorio Emanuele III ed Elena. I cioccolatini alla violetta si ispirano al gesto d’amore del Re che raccoglieva personalmente le violette per la sua consorte, mentre la torta Montenegrina, dal cuore morbido e cremoso, richiama la bontà d’animo della Regina. All’evento saranno presentati anche i vini dedicati alla Sovrana, prodotti dalla casa vinicola Poderi Roset. Numerose altre ricette e specialità regionali furono nel tempo dedicate alla Regina Elena, testimonianza dell’affetto popolare verso una figura amata per eleganza, generosità e profonda umanità.

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Cioccolatini alla violetta dedicati alla Regina Elena

“La Pasta Elena” il dolce della Regina d’Italia

La Pasta Elena, dolce tipico di Favara, fu creata negli anni Venti-Trenta dai pasticceri Butticè e Albergamo in onore della visita dei Sovrani d’Italia. Dedicata alla Regina Elena di Savoia, è composta da un soffice pan di Spagna farcito con crema di ricotta, miele di zagara e cubbaita tritata, poi rifinita con zucchero a velo. Apprezzata dalla Sovrana per delicatezza e semplicità, la ricetta è stata rilanciata negli anni Sessanta e oggi viene preparata con cura dalla storica pasticceria Patti di Favara. Fonti letterarie ricordano anche la Torta Elena, variante nata dagli stessi ingredienti. Numerose altre specialità italiane furono dedicate alla Regina, figura amatissima per bontà d’animo e vicinanza al popolo.

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La Pasta Elena, dolce dedicato alla Regina Elena

Mirko Leuzzi: l’artista che brilla di luce propria

La mostra ospitata nei saloni della Società Storica Catanese ha presentato le opere del giovane artista romano Mirko Leuzzi, legato a Catania per origini e affetto. Leuzzi ha iniziato a dipingere durante il lockdown, trasformando la pittura in un percorso di introspezione e ricerca emotiva. Le sue opere hanno come protagoniste figure femminili avvolte da stoffe colorate, simboli di protezione, mistero e desideri nascosti. I gesti sinuosi e gli sguardi intensi rivelano un forte mondo interiore, come sottolineato dalla curatrice Vittoria Mascellaro. In alcune tele compaiono i tulipani, simbolo di amore perfetto. L’artista afferma che la pittura gli ha salvato la vita e che dipingere è ciò che desidera fare per sempre.

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Opere dell’artista Mirko Leuzzi

Il Generale Garibaldi “el conquistador” della buona tavola!

Giuseppe Garibaldi, oltre che eroe del Risorgimento, ha ispirato una sorprendente tradizione gastronomica popolare: primi saporiti, timballi robusti, secondi di carne, pizze e perfino dolci nati per omaggiarlo e celebrarne lo spirito semplice e diretto. Tra le curiosità più affascinanti spiccano i biscotti Garibaldi, creati in Inghilterra nel 1860 durante la sua visita a Londra: due strati di pasta biscotto che racchiudono ribes o uvetta, divenuti un classico nei paesi anglosassoni. Questa eredità culinaria racconta un Garibaldi vicino al popolo, celebrato non solo come condottiero ma anche come un vero “conquistador della buona tavola”, capace di ispirare ricette e prodotti che ancora oggi portano il suo nome.

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Biscotti Garibaldi

Noto ed Agrigento città “ambasciatrici” delle ricette dedicate ai Savoia

Le città di Noto e Agrigento, entrambe patrimonio UNESCO, hanno ospitato con grande successo le presentazioni dei due saggi gastronomici del cav. Franco Di Guardo, “La Pasta e i Savoia” e “I Siciliani I Dolci I Savoia”. A Noto, l’evento si è svolto nel monumentale Palazzo Nicolaci di Villadorata grazie alla Fidapa Bpw Italy, con una cena sociale dedicata alle ricette dei Savoia. Ad Agrigento, la presentazione ha avuto luogo nello storico Teatro Luigi Pirandello, con il sostegno del Leo Club Agrigento Host e la partecipazione di autorità civili e culturali. Entrambi gli incontri hanno registrato grande affluenza e si sono conclusi con la degustazione dei “biscotti Umberto”, preparati dall’autore. I due volumi saranno presenti al Salone Internazionale del Libro di Torino.

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Evento ad Agrigento dedicato ai Savoia

La “Coronation Quiche” per il Re Carlo III e la Regina Camilla

Per l’incoronazione di Re Carlo III e della Regina Camilla, la corte britannica ha scelto come piatto simbolo la Coronation Quiche, una torta salata con spinaci, fave, dragoncello, uova, panna e formaggio, ideata dallo chef reale Mark Flanagan. Il piatto sarà servito durante il banchetto ufficiale nei saloni di Buckingham Palace, seguendo una tradizione che accompagna da secoli le incoronazioni dei sovrani inglesi. La quiche, pensata come pietanza semplice, economica e “da condividere”, sarà accompagnata dal Prosecco Doc Bottega Platinum Coronation. La Royal Family ha diffuso anche un video ufficiale invitando i sudditi a prepararla per i Big Lunch dell’8 e 9 maggio, celebrando l’evento al grido di God Save the King!

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Coronation Quiche per Re Carlo III e Regina Camilla

Il Gallo: creatura dall’alone magico

Il gallo, creatura dall’alone magico, è simbolo di luce, rinascita e vigilanza. Il suo canto annuncia l’alba e scaccia le tenebre, motivo per cui nella tradizione cristiana rappresenta la fede e la protezione divina, comparendo su campanili e antiche tombe come segno di speranza e rinnovamento. La sua figura attraversa culture e miti: in Giappone richiama la dea Amaterasu, nella Grecia antica nasce dal mito di Alectryon, mentre per i Romani era legato a Mercurio e ai riti di guarigione. Simbolo della Gallia e poi della Francia, incarna fierezza e libertà, qualità che lo hanno reso emblema nazionale. In araldica rappresenta coraggio, vigilanza e vittoria, e nella vita quotidiana rimane immagine di fecondità e nuova vita.

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Il gallo, creatura dall’alone magico

L’agnello pasquale di Favara: materia di studio negli Istituti Alberghieri nel segno della continuità e della tradizione dolciaria

In Sicilia, la Quaresima è anche tempo di dolci tradizionali che accompagnano la preparazione alla Pasqua. Tra questi, l’agnello pasquale di Favara è il più celebre: modellato con finissima pasta reale, ripieno di pistacchio di Raffadali DOP e decorato con frutta Martorana, fiori di zucchero, ovetti di cioccolato e il tradizionale stendardo rosso di Cristo risorto. Per preservare questa antica tradizione, lo chef Giuseppe Moscato l’ha trasformata in materia di studio negli Istituti Alberghieri della provincia di Agrigento, dove gli studenti apprendono non solo le tecniche di preparazione, ma anche la storia, la simbologia e il valore culturale del dolce. Un percorso formativo che tramanda un patrimonio gastronomico profondamente legato all’identità siciliana e alla memoria delle monache che lo idearono.

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Agnello pasquale di Favara

Giovani pasticceri della bergamasca dedicano alle Principesse Savoia un Parfait “Regale”

Al conviviale di beneficenza tenutosi all’Abbazia di Altacomba, nel 40º anniversario della scomparsa di Umberto II, il Cav. Franco Di Guardo ha donato a S.A.R. Vittoria di Savoia una copia del volume “La Pasta e i Savoia”. Durante l’incontro, l’autore ha presentato alla Principessa il “Parfait Principesse di Savoia”, dolce ideato dai giovani pasticceri dell’Istituto Alberghiero A. Sonzogni di Nembro: Mario Musitelli, Luca Stancheris, Filippo Zanni e Andrea Giudici. Il dessert, composto da bavarese al cioccolato bianco e vaniglia, biscuit alle nocciole, gelée ai frutti di bosco, savoiardo al Cointreau e glassa blu regale, è stato dedicato alle Principesse Vittoria e Luisa. La Principessa Vittoria ha espresso vivo apprezzamento inviando un messaggio di ringraziamento ai giovani autori del dolce.

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Parfait dedicato alle Principesse Savoia

Kiwanis, evento benefico dedicato alla tradizione culinaria siciliana e all’Unità d’Italia

A Como, presso “Il Sale – Osteria Siciliana”, il Kiwanis Club ha organizzato un conviviale benefico dedicato all’infanzia, unendo la tradizione culinaria siciliana al tema dell’Unità d’Italia. Durante la serata sono stati presentati i volumi “La pasta e i Savoia” e “I Siciliani I Dolci I Savoia” di Franco Di Guardo. Lo chef Salvo Pappalardo ha proposto un menù ispirato alla cucina siciliana: arancini gourmet, paccheri alla norma, pasta con le sarde, sarde alla beccafico, cannoli e i biscotti “Umberto”, dedicati al Re d’Italia. Il presidente Paolo Sciarra ha elogiato il lavoro di ricerca del cav. Franco Di Guardo, sottolineando come le eccellenze gastronomiche italiane abbiano contribuito a completare il percorso dell’Unità nazionale.

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Evento Kiwanis dedicato alla tradizione culinaria siciliana

Il “Regale” torrone di Caltanissetta dedicato ai Savoia

Il torrone di Caltanissetta affonda le sue radici nella tradizione araba della Cubaita, evolvendosi nei secoli grazie ai maestri dolcieri nisseni. Tra Ottocento e Novecento la città divenne la “Capitale del torrone”, con torronifici celebri come Infantolino, fornitore ufficiale della Real Casa di Savoia. Per omaggiare i Regnanti nacquero specialità dedicate: il torrone Umberto, Elena e Jolanda, ancora oggi prodotti artigianalmente nei laboratori Geraci, Nitro e Bella. Ogni variante si distingue per ingredienti e tecniche raffinate, dal cioccolato fondente alle mandorle selezionate, fino alle lavorazioni a foglia e alle canalette. La tradizione continua con tronchetti e torte Savoia, simboli della pasticceria nissena. Come ricorda lo Chef Calogero Lillo Defraia, il torrone dedicato ai Savoia viene ancora preparato secondo l’antica ricetta, mantenendo intatto un patrimonio dolciario unico.

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Torrone di Caltanissetta dedicato ai Savoia

IL RICETTARIO: le “minne” dolci delle “vergini” siciliane

Le “minne” siciliane sono dolci antichi legati alla tradizione monastica, nati dalle mani sapienti delle suore e dei monaci che nei secoli hanno creato ricette oggi custodite nelle storiche pasticcerie dell’isola. A Sambuca di Sicilia si preparano le celebri Minni di Virgini, dolci di pasta frolla ripieni di zuccata, spezie, cioccolato e crema di latte, ideati nel 1725 da Suor Virginia di Rocca Menna. A Catania, invece, le “minnuzze” dedicate a Sant’Agata sono semisfere di pan di Spagna farcite con ricotta e glassate con zucchero fondente. Ad Acireale, la Dolceria Bella custodisce le “minne” di Santa Venera, nate agli inizi del Novecento: una base di savoiardo, gelato di crema e glassa fondente. Queste specialità rappresentano un patrimonio dolciario unico, tramandato dai maestri pasticceri che ogni giorno ne preservano l’arte.

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Le minne dolci delle vergini siciliane

Pizza al cacao e torta con foglia oro per il compleanno del Principe Emanuele Filiberto

Alla Locanda Cerami, nel cuore del barocco catanese, si è svolto il “Royal Party” per il 50º compleanno di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia. L’evento, organizzato dagli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia e da Ristoworld Italy, ha riunito Dame, Cavalieri e numerosi sostenitori del Principe. Per l’occasione è stata presentata la pizza “Principe Emanuele Filiberto”, creata dal pizzaiolo Gianluca Messina con ingredienti siciliani come crema di pistacchio, provola ragusana, burrata e granella di fave di cacao. A seguire, lo chef Andrea Finocchiaro ha realizzato la torta “Savoia Royale”, con meringa svizzera, ganache gianduia, nocciole piemontesi, more rosse e foglia oro. Il Principe ha inviato un messaggio personale di ringraziamento agli organizzatori e ai partecipanti.

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Royal Party per il Principe Emanuele Filiberto

Il Misto Umberto “Re di maggio”

Il “Misto Umberto”, conosciuto come il “Re di maggio”, è uno dei pezzi duri più iconici della tradizione gelatiera siciliana. Si tratta di uno zuccotto composto da più gusti, dedicato a Umberto II di Savoia. I colori dei gelati – gianduia, pistacchio, ciliegia candita e torrone – richiamano simbolicamente la bandiera del Regno d’Italia, mentre il cuore di Pan di Spagna giallo oro rappresenta la Corona. Il dolce è ancora oggi preparato nelle storiche pasticcerie catanesi e acesi, come Prestipino, Bella e Urna, custodi di una tradizione che affonda le radici nell’Ottocento. Molte ricette furono dedicate al Sovrano, figura centrale della storia italiana: dal timballo “Principe di Piemonte” agli agnolotti e alle penne alla Principe Umberto, fino ai dolci e ai gelati che portano il suo nome. Il Misto Umberto rimane una delle creazioni più rappresentative, simbolo di gusto, memoria e identità siciliana.

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Il Misto Umberto, Re di maggio

Il Ricettario: Li “Ciambelli” pasquali

In Sicilia, la Pasqua è una delle feste più sentite e ricche di tradizioni, celebrate non solo con riti religiosi ma anche con una straordinaria varietà di dolci tipici. Ogni area dell’isola custodisce ricette antiche: dalla Cuddura cu l’ova ai Panareddi, dai Palummeddi ai Panini di cena, fino alla celebre Cassata e alle Pecorelle di Martorana. Nel borgo medievale di Montalbano Elicona, la cuoca Sara Stagnitti mantiene viva la tradizione preparando i caratteristici “Ciambelli Pasquali”, biscotti simili ai cantucci realizzati con farina, zucchero, limone, sugna, mandorle, pistacchio e frutta candita. Dopo una doppia cottura vengono serviti cosparsi di zucchero a velo, simbolo della continuità delle tradizioni pasquali siciliane.

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Ciambelli pasquali siciliani

Margherita di Savoia: da Regina d’Italia a “influencer” degli italiani

Alla fine dell’Ottocento nacque il “margheritismo”, fenomeno culturale ispirato a Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia e autentica “influencer” del suo tempo. Colta, carismatica e amatissima dal popolo, fu protagonista della vita culturale e mondana dell’epoca, tra inaugurazioni, opere di beneficenza ed eventi pubblici. Icona di stile, immortalata dai più grandi artisti europei, divenne modello per la moda, il galateo e le riviste femminili dell’epoca. Prima automobilista d’Italia, appassionata di arte e diplomazia, lasciò un segno profondo nella società italiana. La sua fama si riflette anche in cucina: numerose ricette e specialità portano ancora oggi il suo nome, dai pasticcini Margheritine alla pizza Margherita, dal panforte ai ravioli, fino a formaggi, dolci e liquori. Una figura che ha attraversato la storia diventando simbolo di eleganza, modernità e italianità.

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Regina Margherita di Savoia

Il Ricettario: i biscotti Balilla

Il nome “Balilla” richiama il giovane genovese che nel 1746 diede avvio alla rivolta contro gli Austriaci, figura poi utilizzata dal regime fascista come simbolo dell’infanzia militarizzata. Negli anni Venti e Trenta il termine divenne onnipresente: automobili, armi, varietà di grano e persino il celebre calciobalilla. Ma “Balilla” è anche il nome di un dolce storico. Nella pasticceria Bella di Acireale si preparano ancora oggi i “biscotti Balilla”, creati intorno al 1926 per omaggiare i bambini dell’Opera Nazionale Balilla. Si tratta di biscotti lunghi e uniformi, ricoperti di cioccolato fondente, realizzati con farina, zucchero, strutto, anice, tuorlo e ammoniaca. Una volta cotti vengono immersi nel cioccolato e disposti in fila, “allineati e coperti” proprio come una piccola truppa. Accanto ai biscotti Balilla esistevano anche varianti come i Fondenti Balilla e i Panin du Balilla, oggi scomparsi. I Balilla acesi, invece, continuano a essere prodotti secondo la ricetta originale, testimoni di una tradizione dolciaria che ha attraversato un secolo di storia italiana.

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Biscotti Balilla della tradizione siciliana

LA CHISSȌLA

La Chissöla è un antico pane delle valli bergamasche, oggi quasi scomparso ma ricordato dagli anziani che lo consumavano nei periodi più difficili. Preparato con farina, frutta secca, uva passa, mele e un brodo ottenuto da ossa di maiale, veniva cotto lentamente nel forno a legna fino a formare una crosta dorata. A Casnigo era un pane dolce consumato con il latte durante la festa della Santissima Trinità, mentre in Veneto e Lombardia esistevano varianti simili chiamate Chisöl, con ingredienti e cotture differenti. In molte zone era legato a riti religiosi e popolari, come il pane dei morti o il pane di Sant’Antonio Abate. Un alimento semplice ma ricco di storia, memoria e tradizione.

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La Chissöla, pane tradizionale bergamasco

“Liquore Bellini” Il distillato catanese che faceva inebriare lo spirito!

Il “Liquore Bellini” era uno dei distillati più raffinati prodotti a Catania tra Ottocento e Novecento, creato dalla prestigiosa Ditta Francesco Monaco e Figli, azienda rinomata per cognac, champagne, liquori e paste alimentari. Dedicato al grande compositore Vincenzo Bellini, il liquore divenne un simbolo di eleganza: ambrato, delicato, servito nei salotti aristocratici e premiato alle esposizioni nazionali e internazionali. La bottiglia, decorata in stile liberty con l’immagine del musicista, era considerata un vero cimelio belliniano. Un dépliant dell’epoca lo descriveva come “soave e capace di inebriare lo spirito”. La produzione cessò nel 1922, quando un incendio doloso distrusse lo stabilimento, lasciando sopravvivere solo poche e rarissime bottiglie oggi custodite da collezionisti.

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Liquore Bellini, distillato catanese dedicato a Vincenzo Bellini

IL RICETTARIO: IL TELAMONE DOLCE

Il Telamone dolce è una creazione d’autore dello chef Massimiliano Ballarò, ispirata ai celebri Telamoni dell’antica Akragas che sorreggevano il Tempio di Zeus Olimpio. Ballarò, premiato a competizioni culinarie internazionali, ha trasformato questo simbolo della classicità siciliana in un dessert-scultura unico. Il dolce riproduce il Telamone in una mousse al latte di capra girgentana, arricchita dal pistacchio DOP di Raffadali e dorata con la tecnica dello chablonage. Cespugli e pietre sono realizzati con pan di Spagna al pistacchio e croccante alla mandorla di Favara, mentre il sole è al mandarino tardivo di Ciaculli. Un’opera gastronomica interamente bio, preparata esclusivamente dallo chef Ballarò, oggi Executive Chef del Doric Boutique Hotel, struttura eco‑friendly affacciata sulla Valle dei Templi. Nel ristorante “Ambrosia” propone piatti siciliani rivisitati con cura estetica e armonia di sapori.

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Il Telamone dolce dello chef Massimiliano Ballarò

I biscotti Umberto, dolci tradizionali di Palma di Montechiaro, soffici come i baffi del Re!

I biscotti Umberto, originari di Palma di Montechiaro, sono una delle specialità più antiche custodite dalle Monache Benedettine del monastero dedicato alla Vergine del Rosario. Il cenobio, fondato dai Tomasi di Lampedusa nel 1659, fu per secoli un centro di arte dolciaria insieme al monastero Cistercense di Santo Spirito ad Agrigento. Con il tempo queste ricette uscirono dai chiostri e arrivarono nelle storiche pasticcerie locali, dove ancora oggi si preparano secondo la ricetta originale. Dedicati al Re d’Italia Umberto I, sono biscotti soffici e profumati, realizzati con farina, strutto, zucchero, uova, limone e vaniglia, e ricoperti da abbondante zucchero a velo, “soffici come i baffi del Re”. Hanno ispirato anche il libro “I Siciliani I Dolci I Savoia”, presentato nel 2020 con prefazione di S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia.

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Biscotti Umberto, soffici come i baffi del Re

Acireale, seconda tappa per “Il Salotto Galatea”

Acireale ha ospitato la seconda tappa de “Il Salotto Galatea”, rassegna culturale promossa dal Comune e ideata dall’Assessore alla Cultura Fabio Manciagli. L’incontro, svoltosi al Palazzo del Turismo e presentato dalla giornalista e scrittrice Maria Cristina Torrisi, ha visto protagonisti Franco Di Guardo, Antonio Trovato e Fabio Francesco Grippaldi. Di Guardo ha presentato il volume “I Siciliani, I dolci, I Savoia”, dedicato al legame storico tra la Sicilia e la Casa di Savoia attraverso le tradizioni dolciarie. Trovato ha illustrato il suo libro “Acireale”, un viaggio tra arte, storia, natura e tradizioni della città. Grippaldi ha invece approfondito l’iconografia di Santa Venera, patrona di Acireale, raccogliendo in un unico volume le opere esposte nella rassegna del Museo Diocesano.

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Evento Il Salotto Galatea ad Acireale

Cantantibus Organis: dieci anni di musica, territorio e passione

Il Festival Organistico Internazionale “Cantantibus Organis” celebra dieci anni di musica e comunità con una speciale X edizione in programma a Viagrande dal 24 ottobre al 23 novembre 2025. Sette appuntamenti nelle principali chiese del paese, tutti a ingresso gratuito, compongono un cartellone che unisce musica, spiritualità e territorio. Organizzato dall’Accademia Musicale Alessandro Scarlatti, il Festival rende omaggio al terzo centenario della morte del celebre compositore barocco. L’inaugurazione del 24 ottobre vedrà la partecipazione di importanti personalità del panorama musicale nazionale. Il 1° novembre una serata evento unirà musica dal vivo e cinema con il cortometraggio dedicato a “Nedda ’a varannisa”. Tra gli appuntamenti più significativi, il concerto del 22 novembre realizzato con i Conservatori di Catania e Caltanissetta e con gli studenti dell’I.C.S. “Giovanni Verga”, simbolo del dialogo tra formazione e territorio. Il Festival coinvolge anche giovani presentatrici locali e numerose istituzioni, confermandosi un progetto culturale radicato e partecipato.

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Festival Organistico Internazionale Cantantibus Organis

A Viagrande (Catania), la IX edizione del Festival Organistico Internazionale “Cantantibus Organis”

Si svolgerà a Viagrande (Catania) la IX edizione del Festival Organistico Internazionale “Cantantibus Organis”. Dal 26 ottobre al 17 novembre 2024 verranno eseguiti cinque concerti itineranti, tutti ad ingresso gratuito, nelle principali chiese del paese: S. Maria dell’Idria, S. Biagio a Viscalori e S. Caterina. La rassegna coinvolgerà circa cento artisti tra organisti, solisti, strumentisti e cantori, con iniziative collaterali come la raccolta di libri per l’oratorio Don Bosco. Il Festival, promosso dall’Accademia Musicale Alessandro Scarlatti con il sostegno di numerose istituzioni culturali e religiose, è ormai un appuntamento consolidato del territorio etneo grazie all’impegno di tanti giovani e alla collaborazione delle parrocchie di Viagrande.

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Festival Organistico Internazionale Cantantibus Organis a Viagrande

A Viagrande il prestigioso concerto Heraldic Trumpet Ensemble

Proseguono a Viagrande gli appuntamenti organizzati dall’Accademia Musicale Alessandro Scarlatti in collaborazione con il movimento culturale La fucina di Efesto. Martedì 21 maggio, alle ore 20.00, nella monumentale chiesa S. Maria dell’Idria, avrà luogo il prestigioso concerto Heraldic Trumpet Ensemble, orchestra composta da trombe, timpani e organo. L’evento, presentato da Angelasara Puglisi, vedrà protagonisti docenti e allievi del Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania e del Conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, impegnati in un viaggio musicale attraverso celebri brani della storia della musica. Il concerto rientra nelle celebrazioni del 450° anniversario della costruzione della prima Chiesa Madre di Viagrande (1574–2024) ed è ad ingresso gratuito.

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Concerto Heraldic Trumpet Ensemble a Viagrande

Franco Di Guardo decorato con la Croce d’Argento dal Principe Emanuele Filiberto di Savoia

Franco Di Guardo, autore del libro “I Siciliani I Dolci I Savoia”, è stato insignito della Croce d’Argento durante il Capitolo Generale degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia a Ginevra. Il riconoscimento, firmato da S.A.R. Vittorio Emanuele, premia il suo impegno nella valorizzazione delle tradizioni storiche italiane e della cultura dolciaria siciliana legata ai Savoia. Il suo libro raccoglie ricette storiche come Savoiardi, Torta Savoia, Regina, Pasta Elena, Misto Impero e Misto Umberto, preservando un patrimonio gastronomico unico.

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Franco Di Guardo decorato con la Croce d’Argento

Pizza Principe Emanuele Filiberto: la Locanda Cerami diventa il “produttore ufficiale”

Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, in visita ufficiale a Catania il 22 novembre 2024, ha assaggiato la pizza a lui dedicata presso la Locanda Cerami, definendola “buona, approvata!”. La pizza, ideata da Franco Di Guardo e dal maestro pizzaiolo Gianluca Messina, era stata presentata per la prima volta nel 2022 durante il “Royal Party” per il cinquantesimo genetliaco del Principe. La ricetta, inserita nel menù della Locanda e pubblicata nel libro “La Pasta e i Savoia”, ha riscosso grande successo ed è valsa al locale il riconoscimento di produttore ufficiale della pizza, consegnato dal Principe insieme al Delegato per la Sicilia degli Ordini Dinastici. Gli ingredienti della pizza “regale” sono: crema di pistacchio di Bronte, provola ragusana piccante, burrata siciliana, confettura di ciliegino di Pachino confit e fave di cacao a granella.

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Pizza Principe Emanuele Filiberto alla Locanda Cerami

A Catania si festeggiano i 50 anni del Principe Emanuele Filiberto di Savoia

Il 22 giugno 2022, in occasione del 50º compleanno di S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, si è tenuto alla Locanda Cerami di Via Crociferi a Catania il Royal Party organizzato dagli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia – Delegazione Sicilia, con il patrocinio della Locanda Cerami e dell’associazione Ristoworld Italy. Durante l’evento sono stati presentati per la prima volta la Pizza “Principe Emanuele Filiberto”, ideata dal pizzaiolo Gianluca Messina, e la torta “Savoia Royale”, creata dallo chef Andrea Finocchiaro. La serata ha visto la partecipazione di ospiti, membri dell’Ordine e figure istituzionali.

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50º compleanno del Principe Emanuele Filiberto a Catania

Il gelato “Misto Umberto” dedicato al “Re Maggio”: prelibatezza dolciaria con i colori della bandiera d’Italia

Il celebre gelato “Misto Umberto”, noto anche come “pezzo duro”, è una specialità siciliana dedicata a Re Umberto II di Savoia. La sua forma richiama il tradizionale “torrone gelato”, composto da agrumi canditi, mandorle e zucchero fondente. Il dolce è realizzato con gelato alla gianduia, pistacchio, ciliegie candite e gelato al torrone, che rappresentano i colori della bandiera italiana, mentre il Pan di Spagna centrale simboleggia la Corona. Storiche pasticcerie come Prestipino, Bella e Urna mantengono viva questa tradizione, tramandando ricette e tecniche risalenti all’Ottocento. Il “Misto Umberto” è parte di un più ampio patrimonio gastronomico dedicato ai Savoia, che comprende numerose pietanze create in onore dei Regnanti.

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Gelato Misto Umberto dedicato a Re Umberto II

“La patata dolce”: una delizia poco conosciuta della Sicilia occidentale

In Sicilia il dolce più importante è senza dubbio il cannolo, ma nella zona di Dattilo, frazione di Paceco in provincia di Trapani, si trova una specialità poco conosciuta: la “patata dolce”. Questo dolce, dalla forma di una vera patata e dal peso di circa 180 grammi, è composto da due strati di Pan di Spagna imbevuti di Rum, ripieni di crema di Marron glacé, avvolti in un finissimo strato di marzapane al gianduia e ricoperti da cacao e zucchero a velo. La variante palermitana, invece, prevede un ripieno di crema pasticcera e marzapane, ed è possibile gustarla nelle pasticcerie Magrì e Magnolie di Palermo. La “patata dolce” è un tesoro della tradizione dolciaria siciliana, consigliata a chi visita la Sicilia occidentale, soprattutto nel periodo natalizio.

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La patata dolce, specialità della Sicilia occidentale

Il Trionfo dei Dolci Pasquali in Sicilia

In Sicilia la Pasqua segna il passaggio dal rigore della Quaresima alla gioia della Risurrezione: un percorso storico in cui le cucine dei conventi e delle case popolari hanno saputo trasformare la privazione in abbondanza. Se durante il digiuno erano ammessi solo i Dolci Quaresimali (biscotti secchi privi di grassi) e il cioccolato (classificato come semplice liquido), la Settimana Santa scatena la creatività con capolavori confessionali e popolari. Dai Pani di cena all'anice alla tradizionale Cuddura cu l’ova, fino ai celebri agnelli in pasta reale e alla maestosa Cassata Siciliana, la pasticceria dell'isola celebra la rinascita ricordandoci che non c'è vera festa senza il valore dell’attesa, confermando l'antico detto: “Tintu è cu nun mancia Cassata a matina di Pasqua”.



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Dolci tipici della Pasqua siciliana, Agnello pasquale e Cuddure

Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia in visita ufficiale a Palermo

Il 21 e 22 marzo 2026, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia ha visitato Palermo tra impegni istituzionali, cultura e solidarietà. In via D'Amelio e al Muro della Legalità ha omaggiato le vittime della mafia ribadendo: “Casa Savoia è contro la mafia”. Ha poi incontrato il sindaco Lagalla, visitato il Teatro Massimo e il Palazzo dei Normanni, e sostenuto il Centro Padre Nostro di Brancaccio in memoria del Beato Puglisi. Per l'occasione, il Centro Studi Federico II gli ha conferito l'onorificenza dell'Augustale per le sue attività benefiche a favore dei più fragili.



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Il Principe Emanuele Filiberto di Savoia in visita ufficiale a Palermo

Grande partecipazione a Trecastagni per la prima presentazione del libro “La Corona dei Savoia è servita!” di Franco Di Guardo

Nell’ambito della rassegna “Scintille Letterarie” a Trecastagni, si è tenuta la prima presentazione del nuovo saggio di Franco Di Guardo, “La Corona dei Savoia è servita!” (Algra Editore), arricchito dalla prefazione del Principe Emanuele Filiberto di Savoia. L'evento ha registrato un'ampia partecipazione di pubblico, giornalisti e studenti dell'I.C. “Ercole Patti”. Il volume analizza il legame tra la dinastia sabauda e la tradizione gastronomica italiana e siciliana, unendo rigore storiografico e testimonianze d'archivio. La serata, moderata dal giornalista Paolo Licciardello con gli interventi della Preside Francesca Amore e del Consigliere alla Cultura Concetto Russo, si è conclusa con la degustazione dei tipici “Biscotti Savoia al cioccolato”.



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Grande partecipazione a Trecastagni per la presentazione del libro di Franco Di Guardo

Catania e il Centenario Agatino: il Cardinale Parolin incontra Franco Di Guardo

In occasione del IX Centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata, Catania ha accolto S.E.R. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e Legato Pontificio. Tra i momenti salienti delle solenni celebrazioni, la presentazione del restauro del busto reliquiario realizzato dai Musei Vaticani e il Pontificale in Piazza Duomo. A margine della celebrazione presso il Monastero di San Benedetto, il porporato ha ricevuto il Cavaliere Ufficiale e saggista Franco Di Guardo, che gli ha donato il suo nuovo libro “La Corona dei Savoia è servita!” (Algra Editore), unendo così la devozione catanese alla memoria storica sabauda.



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Il Cardinale Pietro Parolin incontra Franco Di Guardo
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