Franco Di Guardo è stato insignito della Medaglia d’Argento di Benemerenza dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro il 5 ottobre 2024 presso l’Aula Magna della Pontificia Università Lateranense di Roma. L’onorificenza, conferita da S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia con Decreto Magistrale, riconosce il suo impegno nella valorizzazione della storia e delle tradizioni della Real Casa di Savoia. La cerimonia ha visto la partecipazione di autorità ecclesiastiche, civili e militari, oltre a Dame e Cavalieri provenienti da delegazioni internazionali. Franco Di Guardo era già stato insignito nel 2021 della Croce d’Argento dell’Ordine al Merito di Savoia.
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Angelo Musco (1871–1937), tra i più grandi attori siciliani del Novecento, conquistò non solo il pubblico dei teatri italiani, ma anche la Famiglia Reale Sabauda. Il suo rapporto con la Real Casa iniziò nel 1921 al Teatro Massimo di Palermo e raggiunse l’apice nel 1922, quando Re Vittorio Emanuele III lo insignì dell’onorificenza di Grande Ufficiale dei Santi Maurizio e Lazzaro. Da quel momento Musco fu più volte invitato a Corte, recitando al Quirinale e partecipando a eventi ufficiali.
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La Pasta Margherita “ammucciata” è una ricetta identitaria della tradizione siciliana, un piatto che unisce ingegno domestico e memoria familiare. Il nome, che significa “nascosta”, richiama il ripieno racchiuso tra le melanzane fritte. Il piatto affonda le sue radici nel periodo del “margheritismo”, quando molte pietanze venivano dedicate alla Regina Margherita. Il ragù, preparato con cipolla di Giarratana, carne, piselli e basilico, rende questa pasta una vera torta salata ricca di profumi.
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“Ho dipinto la luna” è l’opera che racchiude l’eredità artistica del maestro Elio Ruffo: un dipinto simbolico e poetico, dove la Luna diventa emblema di purezza, mistero e rinnovamento. Le sfumature del blu avvolgono la scena con serenità, mentre le stelle celebrano il Sagittario, segno zodiacale dell’artista. Al centro, un cavalletto con l’autoritratto si affaccia su un mare leggermente mosso, evocando nostalgia e contemplazione. Accanto alla Luna, una rosa rappresenta la sua amata Tita, simbolo di amore e presenza.
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Lo Scibò di Castrogiovanni è una ricetta simbolo della tradizione ennese, legata al periodo in cui Enna portava ancora l’antico nome di Castrogiovanni. Il termine deriva dal francesismo “Sciabbò”, che indicava l’arricciatura delle camicie settecentesche e, per estensione, il formato di pasta riccio oggi noto come Reginette o Margherita, un tempo preparato dai pastai locali per le famiglie nobiliari. Il piatto si caratterizza per un ragù ricco e aromatico, realizzato con carne di maiale, cipolla di Giarratana, vino rosso, spezie e cioccolato fondente, che dona una nota elegante e sorprendente. In passato, durante i banchetti di Capodanno, i Monsù lo servivano persino in un raffinato timpano di pasta frolla o brisée, esaltandone il carattere aristocratico. Assaporare lo Scibò significa riscoprire una cucina creativa e storica, dove spezie e cioccolato si fondono in un equilibrio unico e profondamente siciliano.
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La Vampasciuscia è un antico formato di pasta siciliano dal bordo ondulato, paragonato alle ali delle farfalle. Nata come Fettuccelle ricce, fu ribattezzata Manfredi, Margherita, Reginette o Jolanda per omaggiare sovrani e regine. La tradizione racconta che nel 1257 Re Manfredi fu accolto con questo formato condito con ricotta fresca, ricetta che divenne piatto delle feste. Con l’arrivo del pomodoro nacque il celebre condimento “rosa”, unione di ragù napoletano e ricotta, considerato il sugo regale per eccellenza. In Sicilia la Vampasciuscia varia da città a città: con sarde a beccafico a Messina, con salsiccia e ricotta a Catania, con tonno nel Trapanese, fino alla versione ennese detta Sciabbò. La ricetta palermitana, tramandata da nonna Rosalia e ricordata da Rosangela Conigliaro, prevede pasta Margherita con ragù di maiale e quenelle di ricotta, tipica del Carnevale. Oggi questo formato resta una preziosa testimonianza della storia gastronomica siciliana.
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In Sicilia la Pasqua segna il passaggio dal rigore della Quaresima alla gioia della Risurrezione: un percorso storico in cui le cucine dei conventi e delle case popolari hanno saputo trasformare la privazione in abbondanza. Se durante il digiuno erano ammessi solo i Dolci Quaresimali (biscotti secchi privi di grassi) e il cioccolato (classificato come semplice liquido), la Settimana Santa scatena la creatività con capolavori confessionali e popolari. Dai Pani di cena all'anice alla tradizionale Cuddura cu l’ova, fino ai celebri agnelli in pasta reale e alla maestosa Cassata Siciliana, la pasticceria dell'isola celebra la rinascita ricordandoci che non c'è vera festa senza il valore dell’attesa, confermando l'antico detto: “Tintu è cu nun mancia Cassata a matina di Pasqua”.
Il 21 e 22 marzo 2026, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia ha visitato Palermo tra impegni istituzionali, cultura e solidarietà. In via D'Amelio e al Muro della Legalità ha omaggiato le vittime della mafia ribadendo: “Casa Savoia è contro la mafia”. Ha poi incontrato il sindaco Lagalla, visitato il Teatro Massimo e il Palazzo dei Normanni, e sostenuto il Centro Padre Nostro di Brancaccio in memoria del Beato Puglisi. Per l'occasione, il Centro Studi Federico II gli ha conferito l'onorificenza dell'Augustale per le sue attività benefiche a favore dei più fragili.
Nell’ambito della rassegna “Scintille Letterarie” a Trecastagni, si è tenuta la prima presentazione del nuovo saggio di Franco Di Guardo, “La Corona dei Savoia è servita!” (Algra Editore), arricchito dalla prefazione del Principe Emanuele Filiberto di Savoia. L'evento ha registrato un'ampia partecipazione di pubblico, giornalisti e studenti dell'I.C. “Ercole Patti”. Il volume analizza il legame tra la dinastia sabauda e la tradizione gastronomica italiana e siciliana, unendo rigore storiografico e testimonianze d'archivio. La serata, moderata dal giornalista Paolo Licciardello con gli interventi della Preside Francesca Amore e del Consigliere alla Cultura Concetto Russo, si è conclusa con la degustazione dei tipici “Biscotti Savoia al cioccolato”.
In occasione del IX Centenario della traslazione delle reliquie di Sant’Agata, Catania ha accolto S.E.R. il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e Legato Pontificio. Tra i momenti salienti delle solenni celebrazioni, la presentazione del restauro del busto reliquiario realizzato dai Musei Vaticani e il Pontificale in Piazza Duomo. A margine della celebrazione presso il Monastero di San Benedetto, il porporato ha ricevuto il Cavaliere Ufficiale e saggista Franco Di Guardo, che gli ha donato il suo nuovo libro “La Corona dei Savoia è servita!” (Algra Editore), unendo così la devozione catanese alla memoria storica sabauda.